Il Bioreport 2013 pubblicato dall’Associazione Italiana Agricoltura Biologica (Aiab), riporta che «nel 61,8% degli 8.077 comuni italiani è presente almeno un’azienda biologica, una distribuzione che si concentra maggiormente tra il centro e il sud Italia».

Aiab sottolinea che «i dati emersi dal Bioreport indicano come il nostro paese sia particolarmente indicato ad una coltivazione di questo tipo perché ricco di colline e di montagne, infatti l’agricoltura a metodo biologico certificata richiede una prevalenza di territori collinari (61%) e montani (21%)».

Il Bioreport evidenzia anche dati sorprendenti: «A questo modo di fare agricoltura si avvicinano particolarmente i giovani, infatti questo tipo di aziende (circa il 22%)sono guidate prevalentemente da persone di fascia di età tra i 20 ed i 39 anni. Giovani più orientati all’innovazione ed a una diversificazione delle attività produttive (agriturismo, attività ricreative e sociali, fattorie didattiche etc.) che diffondono la propria attività soprattutto grazie a nuovi canali commerciali come l’ e-commerce».

Un altro elemento emerso dallo studio è che l’agricoltura biologica risulta evidentemente più attenta alla sostenibilità ambientale rispetto a quella “convenzionale”, applicando buone pratiche e contribuendo alla riduzione della pressione sugli ecosistemi e sull’ambiente. Un modello di sviluppo molto diffuso a cui, per ragioni economiche, sociali e ambientali, guardano con sempre maggiore interesse i giganti della distribuzione come Coop che evidenzia che «Alla base della recente diffusione dell’alimentazione biologica tra i consumatori ci sono soprattutto motivazioni salutistiche ed etiche. L’esclusione di sostanze di sintesi chimica dai processi di coltivazione è utile a preservare la fertilità dei terreni e riduce l’esposizione umana a composti per cui, in alcuni casi, esistono diverse prove di tossicità».

Esistono peraltro diversi studi che hanno basato la propria indagine sul confronto tra il valore nutrizionale degli alimenti biologici e quello dei prodotti agricoli tradizionali: ad esempio, dalla ricerca “Are Organic Foods Safer or Healthier Than Conventional Alternatives?: A Systematic Review” pubblicata su Annals of Internal Medicine, è emerso che gli alimenti biologici sono più nutrienti e il loro consumo riduce l’esposizione a pesticidi ed a batteri resistenti agli antibiotici; Food Chemestry ha appena pubblicato lo studio “A comparison of the nutritional value and food safety of organically and conventionally produced wheat flours” che si occupa della farina di frumento rivelando che quella biologica ha proteine più digeribili e una contaminazione da micotossine di circa due volte inferiore a quella della farina convenzionale.

La diffusione di questi dati, come afferma Coop,  ha contribuito a far crescere la fiducia dei consumatori italiani nei confronti degli alimenti “bio”, più rispettosi dell’ambiente e in grado di apportare diversi benefici alla salute dell’uomo.

Possiamo quindi affermare che il biologico made in Italy non è affatto un prodotto di nicchia, bensì sta trovando sempre più spazio negli scaffali dei supermercati (non solo in quelli Coop), attraendo i consumatori grazie alla garanzia di compatibilità ambientale.

Sacom da sempre è attenta alla tematica della sostenibilità ambientale e supporta l’agricoltura biologica producendo innovativi biofertilizzanti, come quelli presenti nelle Linea MICROBIOTECH, GREENPOWER e VERAMIN.

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